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L'Adamello visto dall' Alpino Gianmario Porro Con il 46° Pellegrinaggio in Adamello ho chiuso il mese di luglio che ho dedicato tutto alla montagna, ad una montagna che mi ha arricchito di valori legati al mio essere Alpino: Valori con i quali ho affardellato lo zaino per portarli a valle e trasferirli con tanto entusiasmo ai miei Amici Alpini. Tre sono state le manifestazioni che mi hanno regalato tanto entusiasmo.
- Il Pellegrinaggio in Ortigara: ho conosciuto il terreno dove con eccezionale sentimento del dovere e di eroismo i nostri Veci Alpini combatterono una battaglia forse male preparata. Ho conosciuto il luogo dove il nostro Presidente, di antica data, dott. Camillo Cornelio, venne ferito. Sulla cima, spoglia di vegetazione, ho sostato in raccolto silenzio, davanti alla Colonna Mozza che l’Associazione Nazionale Alpini ha collocato per onorare i tanti caduti in quella battaglia, scolpendovi una semplice frase:
“Per non dimenticare”
La salita a questo luogo sacro per noi Alpini è stata la prima occasione che mi ha fatto ricco di beni morali e spirituali.
- A metà settimana con un Gruppo di miei Soci e con Don Meo, parroco di Moltrasio, mi sono portato alla Sorgente di Acquera. Perché questa ascesa? In questo luogo, posto a 1000 metri in territorio di Moltrasio e situato nel versante svizzero esiste una fonte che è stata per anni, quando tutti gli alpeggi della zona erano in attività, di grande utilità per gli alpigiani. Frequentando questa zona abbiamo avvertito la completa distruzione delle due vasche raccoglitrici dell’acqua che sgorga dalla montagna. Di conseguenza l’acqua si perdeva in mille rivoletti nel bosco sottostante. Ci siamo immediatamente impegnati per la ricostruzione. Rifacimento che è stato portato a termine rispettando la perfetta struttura originale. Due targhe in sasso di Moltrasio ricordano questo intervento. In una vi è inciso l’inizio del cantico delle Creature:
“Laudato si’ mi Signore per sora Acqua”
nell’altra “ Gruppo Alpini di Moltrasio”
Al termine di questo lavoro abbiamo pensato che l’acqua, per noi cristiani, è utilizzata nel sacramento del Battesimo e che, quando è benedetta, è usata nei rituali di purificazione, di abluzione, di benedizione. Pertanto era cosa giusta la sua consacrazione che è stata concretizzata dal Parroco di Moltrasio. E’ stato questo un altro intervento che il Gruppo ha realizzato in montagna, territorio troppo spesso dimenticato e che, di contro, il Consiglio del Gruppo mette sempre al primo posto.
Non mi stancherò mai di ricordare ai miei Soci che la montagna è stata il terreno dove abbiamo operato nei mesi e, per alcuni, anche per anni, di NAIA ALPINA. Di conseguenza in questo ambiente ci siamo fortificati moralmente e fisicamente per diventare cittadini esemplari.Tutto questo noi Alpini non dobbiamo dimenticarlo.
-E la fine del mese di luglio, legato all’appartenenza all’Associazione Nazionale Alpini, è stata esaltante per la mia partecipazione insieme ad amici Alpini di Moltrasio, di Monte Olimpino, di Casnate e di Albate al 46° Pellegrinaggio in Adamello dedicato quest’anno in particolare ai 18 Alpini del Battaglione Bolzano che il 20 luglio 1954 persero la loro giovane vita sulla strada del Gavia. La manifestazione del sabato nello scenario splendido, maestoso della conca del Venerocolo, con la vista della parete Nord dell’Adamello, dove è ben visibile la famosa via dei Bergamaschi, forse anche per la mia età, mi ha trasmesso una felicità indescrivibile. Sulla cima erano saliti reparti di Alpini e di soldati tedeschi, peccato che il vento contrario ha portato dall’altra parte i fumogeni che avevano lanciato. E’ stato un Pellegrinaggio non più nel segno dell’odio fra due popoli, fra due eserciti, ma nel segno di una rappacificazione fra tutte le Nazioni le cui Forze Armate attualmente operano fianco a fianco per portare la pace dove, purtroppo, ancora non è conosciuta.
Durante tutta la cerimonia che ho fotografato nella mia mente, troppo splendida era la sua cornice, mi son sentito un Alpino fortunato, un Alpino privilegiato. Ho pensato a chi non è più in grado di calzare un paio di scarponi, di caricarsi sulle spalle uno zaino, di salire montagne, principalmente montagne dove gli Alpini hanno scritto pagine superbe di storia alpina. Ho chiuso nel forziere dei miei ricordi più belli questo 46° Pellegrinaggio e con la mia facilità alla commozione sono andato a richiamare alla memoria quello che aveva visto la presenza di Giovanni Paolo II e quello che aveva registrato la sepoltura, nei pressi del Rifugio Garibaldi, di 5 soldati austriaci, i cui corpi erano affiorati dal ghiacciaio del Pian delle Nevi.
Ho collocato questo 46° Pellegrinaggio accanto a questi due di alto significato.
Con queste considerazioni, in questo angolo per me di Paradiso, ho espresso il mio grazie a chi mi ha dato e mi dà ancora tanta voglia, tanta forza di andare in montagna.
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