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L’ormai tradizionale ricordo di Nikolajewka Iniziata nel 1976, la celebrazione di Nikolajewka a cura degli alpini di Lenno è arrivata alla sua trentacinquesima edizione. Diventato un appuntamento irrinunciabile, si svolge nella parte alta del paese, nella zona in cui sorge una cappella con lo sfondo dipinto nel 1970 dal pittore Eugenio Rossi. E’ una rappresentazione di alpini in marcia nella neve ed in primo piano si vede un giovane alpino che ne soccorre un altro morente. Il giovane alpino ha il viso da bambino, che potrebbe far pensare quasi ad un errore. Invece rappresenta bene la tragica realtà: gli alpini mandati a compiere il proprio dovere e a morire sulla neve avevano vent’anni, erano poco più che ragazzi. Ragazzi che oggi sono vicini ai novant’anni. Anche quest’anno, come sempre, era presente uno di quei ragazzi, Americo De Angeli di San Fedele, reduce da tutto ciò che di peggio si sia potuto provare: fronte greco albanese, Russia e prigionia. Quello di Lenno è un incontro che aiuta bene a ricordare la situazione di quei ragazzi; è un incontro all’aperto, nello scenario delle montagne cariche di neve e con quel vento freddo, tipico di una giornata di fine gennaio. E’ una cerimonia di estrema semplicità, ma particolarmente intensa. Ci si ritrova tutti stretti in cerchio attorno alla cappella, dove il sacerdote celebra la S. Messa per i Caduti. Forse pregavano così anche gli alpini al fronte, prima di dar battaglia, o durante le brevi soste che concedeva la ritirata. I partecipanti sono stati numerosi: molti alpini, il vessillo e una quindicina di gagliardetti, il vicepresidente Gaffuri, il consigliere di zona Donati ed i consiglieri Valsecchi e Biondi. C’era anche tanta gente del paese. Il tema dominante della predica del sacerdote, ripreso poi da chi ha svolto gli interventi, è stato quello dello stile con cui dobbiamo vivere. “Dobbiamo vivere l’oggi” ha detto “senza mai dimenticare ciò che è avvenuto ieri e preparando bene il domani”. E’ la giusta sintesi di come vive l’alpino, che fa della memoria una religione, impegnandosi quotidianamente per costruire un futuro di pace. E, quando si semina bene, ci sono tutti i presupposti per avere un buon raccolto.
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