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una giovanissima vecchiaia Il 5 luglio 1920, a poco meno di un anno dalla costituzione dell’Associazione Nazionale alpini, nasceva presso il “Gran bar Lario” la Sezione di Como, una tra le prime in Italia.
Novant’anni, un’età che fa pensare subito alla vecchiaia ed ai suoi naturali acciacchi.
Eppure, la Sezione Alpini di Como, forte dei suoi oltre settemila iscritti distribuiti tra centoventidue gruppi sul territorio provinciale, continua ad avere la vitalità e l’energia dei tempi della fondazione.
Anzi, è corretto dire che continua a ringiovanire.
Il segreto? Pur rimanendo saldamente aggrappata ai suoi scopi, valori e ideali iniziali, che ne costituiscono la spina dorsale, la Sezione di Como è stata capace di stare al passo con i tempi e, a volte, di precorrerli, sotto la sapiente guida dei presidenti succedutisi alla sua conduzione.
Un’associazione ben presente e radicata sul territorio; un’associazione che si è saputa guadagnare stima e credibilità, grazie al suo costante impegno in molteplici direzioni, che vanno dalle celebrazioni, alla cultura, allo sport ed al campo della Protezione Civile.
Anche nella recente emergenza Abruzzo, gli alpini comaschi hanno avuto un ruolo di prim’ordine con la presenza continua di volontari.
Per celebrare degnamente il novantesimo compleanno, il Presidente Achille Gregori, giunto al suo dodicesimo anno di guida del sodalizio, ha voluto che il 2010 fosse costellato di avvenimenti con l’impronta alpina. Sarà un anno capace di soddisfare un po’ tutti i gusti; un anno in grado di lasciare un’impronta, perché il primo scopo degli alpini è proprio quello di diffondere il contagio dei valori che da ben novant’anni propugnano.
In realtà, l’avvio delle celebrazioni è stato dato a metà dello scorso dicembre, con la presentazione al pubblico del libro “Comaschi in guerra”, opera fresca di stampa ed inserita nella collana storica di Mursia Editore. Libro che, per il suo valore culturale ed educativo, ha ottenuto il patrocinio della Regione Lombardia e della Provincia di Como. E’ una rassegna di memorie, raccolte tra gli alpini comaschi reduci dall’ultimo conflitto mondiale.
Ma ecco un po’ più nel dettaglio il programma degli eventi.
Nel corso dell’anno verrà rappresentato cinque volte (una per ognuna delle zone di competenza della Sezione) un lavoro teatrale dal titolo “Il cappello alpino racconta”. Sarà in scena la ‘Compagnia Felice Spindler’, accompagnata dai cantori del ‘Nigritella’.
Lo spettacolo, che verrà proposto la prima volta il 6 febbraio al teatro Excelsior di Erba, è la storia degli alpini, dalla costituzione del Corpo ad oggi, raccontata da un cappello alpino. E’ un racconto di fatti, ma anche di sensazioni provate da un cappello, portato in testa da un alpino durante il servizio militare e dopo il congedo. I brani, recitati dagli attori della Compagnia Felice Spindler, si alternano a canti eseguiti dal Coro Nigritella. Entrambi i gruppi sono di Monteolimpino.
Il collegio Gallio in Como ospiterà l’esibizione di cinque gruppi folkloristici : il friulano e quello trevigiano in marzo, quello aostano in aprile, l’altoatesino in settembre e quello occitano (cuneese) in ottobre; lo scopo è di far rivivere, almeno per una sera, l’atmosfera in cui vissero e operarono gli alpini della Sezione durante il loro servizio militare; servizio svolto appunto su tutto l’arco alpino.
Ancora in marzo si svolgerà una grande esercitazione di Protezione Civile, finalizzata alla manutenzione e salvaguardia dell’ambiente, estesa anche ad altre Sezioni A.N.A.; attività, questa, che non poteva mancare, vista l’importanza che l’unità di P.C. della Sezione di Como riveste nell’ambito del volontariato A.N.A. al servizio della Nazione e spesso dei Paesi stranieri.
A giugno saranno allestite mostre fotografiche e di pittura, per proporre ai visitatori immagini di vita, attività e storia degli alpini; mostra collegata alla manifestazione commemorativa della fondazione, che radunerà nella tradizionale sfilata gli alpini del territorio e delle altre sezioni.
Il mese successivo, squadre di soci della Sezione saliranno a quattro vette significative della nostra zona prealpina, sottolineando che, pur nella grande trasformazione avvenuta nelle Forze Armate, sopravvive il legame indissolubile tra i soldati con la penna nera e la montagna.
Ad ottobre, esercitazione dimostrativa della squadra di cinofili operante in seno all’unità di Protezione Civile; ci sarà poi una serata dedicata ad una rassegna di cori alpini locali.
A dicembre, conclusione in grande stile, con un concerto di “rango” del coro “I Crodaioli” del Maestro Bepi De Marzi, compositore di fama nell’ambito della musica legata alle tradizioni montanare e alpine, fra cui primeggia il conosciutissimo canto “Signore delle cime”, riconosciuto ormai come preghiera.
Un anno intenso quindi, che regalerà al pubblico comasco tante occasioni si svago e mille spunti di riflessione.
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