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Festeggiare lavorando Fra i tanti modi per celebrare e festeggiare il loro 90° anniversario di fondazione, gli Alpini comaschi ne hanno trovato uno assolutamente particolare: lavorare. Lavorare sodo!
D’altra parte, i comaschi con la penna sul cappello non sono nuovi a queste ‘bizzarrie’. Certo, perché si tratta proprio di una bizzarria il fatto di prendere motoseghe, pala e piccone e mettersi a lavorare gratuitamente per realizzare opere a beneficio della collettività.
Sono quegli uomini, normalmente in tuta gialla, che dedicano letteralmente anima e corpo al “Nucleo di Protezione Civile” della Sezione Alpini di Como.
Sono quegli stessi uomini appena tornati dall’Abruzzo, dove sono stati impegnati sin dalle prime ore nelle operazioni di soccorso ai terremotati.
Anzi, questa volta a Como saranno ben più numerosi, saranno circa un migliaio, provenienti dalle Sezioni A.N.A. di tutta la Lombardia e dell’Emilia Romagna. Saranno in tanti, perché in programma c’è un’operazione in grande stile: una grande esercitazione di protezione civile.
Ma non lasciatevi fuorviare dalla definizione di esercitazione; di solito, con questo termine si intendono le simulazioni di un avvenimento, allo scopo di mettere alla prova gli addetti ai lavori e verificare che tutto funzioni come previsto dalle procedure di emergenza.
I volontari Alpini di Como hanno altre abitudini: loro si addestrano e si affiatano in squadra, svolgendo ‘lavori veri’, mettendo mano a quelle situazioni ecologico-ambientali degenerate, o che rischiano di degenerare.
Lo sanno bene gli Amministratori comunali e provinciali comaschi, con cui l’Associazione Nazionale Alpini ha un rapporto di collaborazione ormai più che consolidato. Una collaborazione che dura da anni e che intende proseguire ancora a lungo. E ci sono tante altre amministrazioni comunali della nostra provincia a conoscer bene gli Alpini, per averci lavorato assieme in operazioni difficili, faticose e, a volte, rischiose. Nasce proprio da diverse amministrazioni comunali la richiesta di mettere in campo gli alpini, per affrontare e risolvere certe situazioni complicate.
E’ avvenuto così anche questa volta. Comuni ed altri Enti hanno proposto al Nucleo di Protezione Civile una serie di interventi e gli Alpini hanno accettato, mettendo insieme una mole di lavoro, tale da richiedere l’impiego di un migliaio di uomini.
Ed ecco l’occasione giusta, il 90° anniversario di fondazione della Sezione A.N.A., una grande opportunità di lasciare al territorio un segno, una traccia della presenza degli Alpini, un’impronta della loro disponibilità, impegno e generosità.
Durante il venerdi, sabato e domenica dal 26 al 28 marzo saranno operativi una quindicina di cantieri di lavoro, condotti con uomini, attrezzature e mezzi dell’Associazione Nazionale Alpini.
Si lavorerà da Porlezza, fino ad arrivare a Cabiate; si lavorerà quindi in territori ben diversi tra loro, ma l’impegno sarà lo stesso: ridare dignità all’ambiente e fare il possibile per prevenire disastri causati da incendi boschivi, esondazioni di corsi d’acqua, frane e smottamenti, senza tralasciare l’aspetto dell’inquinamento.
Gli interventi, sottoposti anche al Settore Ecologia e Ambiente della Provincia di Como, consisteranno prevalentemente nella pulizia dell’alveo e degli argini di corsi d’acqua. In certi casi si tratterà addirittura di ricreare il letto di torrenti, che l’incuria e l’abbandono hanno ostruito e cancellato, con effetti immaginabili in caso di forti precipitazioni.
Alcuni cantieri consisteranno invece nel recupero di alberi caduti spontaneamente, o per effetto del vento, ed abbandonati sul posto, a volte in equilibrio molto precario.
I boschi abbandonati presentano tanti rischi e gli interventi serviranno a mitigarne l’effetto. Verranno anche ripulite zone di sottobosco, esposte al pericolo di incendi; a questo proposito si asporteranno sterpi e ramaglie, creando anche linee tagliafuoco.
In Alto Lago verrà ripristinata una pista ciclabile di alcuni chilometri, ormai abbandonata ed inutilizzabile. E’ un percorso che tocca i paesi di Bene Lario, Carlazzo e Porlezza e che, dopo l’intervento, tornerà a svolgere egregiamente la sua funzione.
Ma ecco l’elenco di tutti i Comuni interessati dalle attività.
Naturalmente, si lavorerà nel territorio di Como, non si sarebbe potuto fare altrimenti. Sempre in territorio di Como, ci saranno cantieri anche al Albate e Monteolimpino. Gli altri Comuni, in rigoroso ordine alfabetico, saranno Barni, Bellagio, Bene Lario, Brunate, Cabiate, Canzo, Carlazzo, Lipomo, Menaggio, Porlezza, San Bartolomeo Val Cavargna, e San Siro, che un tempo conoscevamo come Santa Maria Rezzonico.
Si sconfinerà anche in un comune milanese, a Meda, perché è sul suo territorio una delle due sponde di un torrente oggetto di manutenzione. L’altra sponda è invece di competenza di Cabiate.
Ma un’operazione di queste dimensioni richiede anche un supporto logistico adeguato; mille uomini devono avere un alloggio per le notti del venerdi e del sabato, devono avere una mensa ed un deposito per i mezzi e le attrezzature. Serviranno anche una base di direzione operativa ed una base radio, per la comunicazione diretta ed immediata con tutte le squadre di volontari.
Come già avvenuto in passato, si è potuto contare sulla preziosa e attenta collaborazione del Colonnello Comandante Lepore, che aprirà le porte della Caserma De Cristoforis, che per tre giorni tornerà alla vitalità ed al fermento che tutti i comaschi ricordano con un certo rimpianto. Ancora una volta gli Alpini in congedo lavoreranno al fianco dell’Esercito Italiano. A questo proposito arriverà un importante aiuto anche da parte dei Carabinieri in congedo, che garantiranno la vigilanza agli accessi della caserma, per garantire la necessaria sicurezza.
Anche i Gruppi Alpini dei paesi che ospitano i cantieri saranno impegnati in attività logistiche a supporto dei volontari.
Insomma, a fine marzo il territorio comasco vedrà tante tute gialle, tanti cappelli alpini e, soprattutto, tanta generosità da parte di chi li indossa.
Chicco Gaffuri
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