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Lunedi 14 giugno, inaugurazione della Mostra in Biblioteca Comunale
 Con lunedì 14 entriamo nella settimana "clou" del nostro 90esimo, la mostra, con la sua "brochure" mostrano in bella vista come la nostra Sezione è nata e si è evoluta nel tempo. Inseriamo di seguito gli scritti che ci descrivono.
Le Truppe Alpine
Le Truppe Alpine sono nate nel 1872. L’idea fu di Giuseppe Perrucchetti, a quel tempo capitano di fanteria, che presentò al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito la proposta di creare unità speciali per difendere i 1.540 chilometri di confine alpino del recentemente costituito Regno d’Italia. Il reclutamento doveva avvenire tra gli uomini dalle stesse valli e montagne che si sarebbero dovute difendere.
I vantaggi erano ovvi. Oltre all’abitudine ai rigori della vita di montagna, infatti, questi uomini avrebbero tratto vantaggio da una perfetta conoscenza della zona in cui avrebbero operato.
Il ministro della guerra, generale Cesare Ricotti Magnani, accolse l’idea e furono costituite le prime 15 compagnie, divenute 24 nel 1873 e 36 nel 1878. Gli Alpini adottarono subito il loro caratteristico emblema: una penna nera portata sul cappello, simbolo delle aquile che si annidano sulle cime delle montagne. Il simbolo della penna nera è sopravvissuto fino a oggi.
La crescita delle Truppe Alpine proseguì rapidamente: dalle 36 compagnie del 1878, ordinate in 10 battaglioni, si era già arrivati a sei reggimenti nel 1882 e a sette nel 1887; anno in cui furono anche costituite le prime batterie da montagna per fornire alle truppe il necessario supporto d’artiglieria.
Gli Alpini ricevettero il battesimo del fuoco il 1896 a Adua. Fu lì che il capitano Pietro Cella meritò la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare del Corpo. In Africa combatteranno poi ancora tre volte: in Libia nel 1911; durante la conquista dell’Abissinia nel 1935 e contro le forze alleate in Nord-Africa nel 1941.
Nella guerra italo-turca del 1911-12 le Truppe Alpine svolsero un ruolo importante. Almeno cinque battaglioni vennero, infatti, impiegati a Derna, Assaba e sugli altipiani del Magreb.
Dopo la conquista della Libia, un reggimento degli Alpini fu lasciato nella colonia per presidiare la Tripolania. Gli ultimi contingenti furono ritirati nel 1914, poco prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Durante la Grande Guerra (per l’Italia 1915-1918), gli Alpini furono chiamati per la prima volta a difendere i confini italiani. Per quattro lunghi anni combatterono in un ambiente veramente ostile, a volte solamente per conquistare pochi metri di roccia o per tenere, a costo di gravi perdite, piccole posizioni fra i ghiacciai. Grazie a quelle dure prove, però, e nonostante l’inefficienza degli alti comandi, gli Alpini italiani riuscirono a dimostrare il loro valore, la loro tenacia e la validità del loro estenuante addestramento.
Furono, infatti, le Penne Nere a ottenere i decisivi sfondamenti sul Monte Grappa, sul Monte Adamello e sul Monte Tonale. Fu la prima guerra mondiale a creare la leggenda di queste truppe scelte, isolate ma imbattibili.
Dopo la vittoria del 1918, gli Alpini furono inviati in Albania, nel 1919, per stroncare una ribellione contro le truppe alleate occupanti.
Nel 1935, quando Benito Mussolini decise di invadere l’Abissinia, la Divisione Alpina Pusteria fu immediatamente inviata a combattere sugli altipiani dell’Amba Aradam, dell’Amba Work e, ancora una volta, dell’Amba Alagi. La guerra durò fino a maggio del 1936, quando le truppe italiane entrarono vittoriosamente in Addis Abeba.
Nel 1939 il Duce decise di occupare anche l’Albania, e gli Alpini si rimisero nuovamente in marcia. Tuttavia, la conquista fu più difficile di quanto si immaginasse.
Durante la seconda guerra mondiale (in Italia 1940-1945), le Penne Nere furono messe duramente alla prova su tutti i fronti. Combatterono al confine con la Francia, poi in Grecia, poi nuovamente in Africa e, infine, sul suolo russo, dove dettero una prova indimenticabile della loro combattività, della loro tenacia e del loro spirito di sacrificio.
Dopo la terribile ritirata, in cui gli Alpini persero circa 40.000 uomini, l’Alto Comando sovietico ammise in un bollettino: «Solamente il Corpo d’Armata Alpino italiano può considerarsi imbattuto in terra di Russia».
Ovunque siano stati chiamati a combattere, gli Alpini si sono sempre dimostrati soldati coraggiosi e pronti al sacrificio. Ne sono la prova le 207 Medaglie d’Oro conferite.
La Sezione di Como
Il 5 luglio 1920, a poco meno di un anno dalla costituzione dell’Associazione Nazionale Alpini, nasceva presso il “Gran Bar Lario” di piazza Cavour la Sezione di Como, una tra le prime in Italia. Lo stesso anno si costituiva a Torno il primo di tutti i Gruppi Alpini d’Italia.
Novant’anni, un’età che fa pensare subito alla vecchiaia e ai suoi naturali acciacchi.
Eppure, la Sezione Alpini di Como, forte dei suoi oltre settemila iscritti distribuiti tra centoventidue Gruppi sul territorio provinciale, continua ad avere la vitalità e l’energia dei tempi della fondazione.
Anzi, è corretto dire che continua a ringiovanire.
Il segreto? Pur rimanendo saldamente aggrappata ai suoi scopi, valori e ideali iniziali, che ne costituiscono la spina dorsale, la Sezione di Como è stata capace di stare al passo con i tempi e, a volte, di precorrerli, sotto la sapiente guida dei presidenti succedutisi alla sua conduzione.
Un’associazione ben presente e radicata sul territorio; un’associazione che si è saputa guadagnare stima e credibilità, grazie al suo costante impegno in molteplici direzioni, che vanno dalle celebrazioni, alla cultura, allo sport ed al campo della Protezione Civile.
Della Sezione di Como, che copre un territorio più o meno equivalente a quello provinciale, fanno parte centoventidue Gruppi, che hanno sede quasi in altrettanti Comuni. Ne consegue che l’Associazione Nazionale Alpini ha una diffusione capillare, che consente di mantenere rapporti stretti con tutte le comunità e le istituzioni del territorio.
Per questa ragione i Gruppi Alpini diventano un valido riferimento per la gran parte delle amministrazioni comunali, in particolar modo per la gestione delle emergenze, in quanto, oltre ad essere animatori di celebrazioni e feste, dispongono di una struttura di Protezione Civile assolutamente di eccellenza.
I volontari del Nucleo di Protezione Civile della Sezione di Como, ben addestrati ed equipaggiati, hanno all’attivo una notevole serie di interventi di soccorso, che vanno dalle operazioni antincendio strettamente locali, alle grandi calamità nazionali e all’estero. Anche nella recente emergenza terremoto in Abruzzo, gli Alpini comaschi hanno avuto un ruolo di prim’ordine con la presenza continua di volontari, a partire dalla squadra dei cinofili, che ha contribuito a salvare diverse vite umane.
I volontari si occupano inoltre di prevenzione e di recupero di ambienti naturali e manufatti in degrado. Ne sono esempio i lavori svolti nel Parco della Spina Verde e quelli svolti per ripristinare le linee difensive verso il confine svizzero, risalenti alla prima guerra mondiale e note col nome di “Linea Cadorna”.
Ma la vita associativa degli Alpini ha molte sfaccettature; ci si occupa infatti di celebrazioni volte alla conservazione della memoria storica, di attività sportive e culturali.
La Sezione di Como pubblica il “Baradèll”, trimestrale che si occupa di vita associativa, ma anche di storia e opinione.
Per celebrare il 90° anniversario di fondazione, la Sezione ANA di Como si è occupata della pubblicazione del libro “Comaschi in guerra”, una rassegna di testimonianze raccolte tra Alpini reduci dalla seconda guerra mondiale.
Fanno parte della Sezione due fanfare alpine, quella di Asso e quella di Olgiate Comasco, e due cori, quello di Canzo e quello di Fino Mornasco. Sono formazioni musicali di ottimo livello, che accompagnano le celebrazioni più importanti e tengono concerti in molte località in Italia e all’estero.
La mostra fotografica e di pittura “Alpini in Russia” è uno dei numerosi appuntamenti che gli Alpini comaschi danno alla cittadinanza per festeggiare e celebrare i loro novant’anni di presenza, nel ricordo dei sacrifici e delle sofferenze di chi li ha preceduti.
nel link foto, anniversari di fondazione, 90° sezione, per motivi di spazio alcune immagini; le foto, sono opera della Sig.ra Maero. In sede abbiamo tutto il servizio fotografico di sabato e domenica chi fosse interessato può chiedere in segreteria.
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