Arturo Andreoletti

Non tutti sanno che Arturo Andreoletti, fondatore dell’ANA, ha trascorso i suoi ultimi anni di vita a Monte Olimpino, in una splendida villa in località Roncate. Le sue spoglie riposano nel locale camposanto.

Di seguito, alcune note descrittive di una vita che può essere sicuramente definita straordinaria.

 Il soldato

Arturo Andreoletti nacque a Milano l’8 marzo 1884. Conseguì il diploma di ragioniere nel 1905 e l’anno seguente fu chiamato alle armi nel Corpo degli Alpini come Allievo Ufficiale. Nominato sottotenente nel 1907, prestò servizio nell’area dolomitica che costituirà il campo principale della sua profonda esperienza alpinistica. Congedato nel 1907, rimase quasi contemporaneamente orfano del padre. Partecipò ad un concorso indetto dal Comune di Milano e lo vinse, diventando funzionario del Comune stesso e mantenendo tale incarico per un ventennio. Venne richiamato ogni anno dal 1909 al 1914 per tutto il periodo estivo. La sua profonda conoscenza dell’ambiente dolomitico fu utilizzata dai suoi superiori che gli affidarono speciali incarichi di ricognizione e di studio del confine italo – austriaco. Tra il 1912 e il 1915 costituì e comandò un reparto formato da irredentisti trentini affluiti a Milano e desiderosi di far parte delle forze armate italiane. Nel marzo 1915 venne mobilitato; nell’ottobre dello stesso anno venne promosso al grado di capitano e assunse il comando della 206a compagnia del battaglione “Val Cordevole”. Trascorse 2 inverni sulla Marmolada; al termine di tale periodo gli fu proposto il passaggio in servizio permanente e la promozione al grado di maggiore. Andreoletti declinò entrambe le proposte preferendo rimanere capitano dei suoi alpini.

Per i suoi meriti gli fu conferita la Croce di Guerra al Valor Militare. Il 15 febbraio 1917 lasciò il fronte della Marmolada poiché richiesto dall’Ufficio Operazioni della 4° Armata. In questa sede gli vennero affidati importanti incarichi organizzativi e logistici. In seguito, fu assegnato allo Stato Maggiore del IX° Corpo d’ Armata. Coinvolto nella ritirata di Caporetto, volle partecipare come volontario alle azioni di difesa del Monte Tomba e del Monfenera. Prima della fine del conflitto gli furono conferite ulteriori onorificenze: 2 medaglie di bronzo e una d’argento. Dopo l’armistizio fu richiamato all’Ufficio Operazioni della 4° Armata e fece parte della Commissione Confini. Fu congedato il 30 marzo 1919, dopo 51 mesi di servizio in zona di guerra.

 Il professionista

Arturo Andreoletti

Nel luglio 1919 fondò l’Associazione Nazionale Alpini, di cui fu presidente (dal 1920 al 1922). Arturo Andreoletti, grazie alle sue notevoli capacità manageriali, strutturò la neonata Associazione nella forma statutaria ed organizzativa che ancora oggi è applicata. Inoltre la difese strenuamente dalle ingerenze politiche, arrivando a rassegnare le dimissioni piuttosto che cedere alle ingiunzioni del regime vigente. Le sue doti professionali lo portarono ad assumere incarichi di elevato livello in grandi aziende nazionali e multinazionali, fino al momento del pensionamento. Dedicò la sua attività anche ad iniziative di carattere benefico, culturale e scientifico. Gli venne conferita la Medaglia d’ Oro di benemerenza del Comune di Milano e fu insignito di diverse altre onorificenze per i suoi meriti professionali e civili, ivi compresa una Medaglia d’Argento al Valor Civile per il salvataggio di alcuni alpinisti sulla Marmolada.

L’alpinista

Di grande rilievo fu la figura di Arturo Andreoletti quale Alpinista. Particolarmente attivo nel periodo 1908 – 1914, può essere considerato il miglior conoscitore italiano all’epoca della regione dolomitica, in costante confronto sportivo con i più noti scalatori stranieri.

Innumerevoli le ascensioni effettuate in un periodo eroico in cui dominavano l’alpenstock, le corde di canapa e gli scarponi chiodati. All’attività puramente alpinistica Andreoletti ha sempre accompagnato un meticoloso studio culturale e documentale delle località attraversate. Il materiale da lui allestito è stato ampiamente utilizzato da lui medesimo ma anche da terzi per la stesura di autorevoli trattati in materia. Degne di nota alcune sue monografie sull’ alpinismo militare di cui lui stesso fu pioniere.

 L’uomo

La profonda conoscenza della montagna e le imprese compiute spiegano come Andreoletti godesse di alto prestigio nell’ambiente alpinistico anche se non mancarono nei suoi confronti atteggiamenti di critica, gelosie, rivalità che il suo carattere, tutt’altro che accomodante e remissivo, contribuiva ad accentuare. Personaggio di alta statura morale e intellettuale, dotato dei requisiti che facevano di lui un leader indiscusso, è stato descritto con brevi ma efficaci tratti da un suo subalterno sul fronte di guerra dolomitico.

“…… la sua figura asciutta e slanciata, il suo volto dai lineamenti signorili, il suo sguardo aperto e leale, il suo fare franco e deciso mi diedero subito l’impressione di trovarmi di fronte ad un uomo tutto di un pezzo, molto volitivo ma altrettanto gentile d’animo e conscio della sua tutt’altro che lieve responsabilità…”

Arturo Andreoletti

Andreoletti fu in rapporto con importanti personaggi storici della sua epoca, tra cui Cesare Battisti, Umberto II di Savoia, Generale Umberto Nobile e conservava con cura i loro ricordi nel suo angolo preferito della villa di Monte Olimpino in cui alloggiava. Valente fotografo, immortalò le sue esperienze in un archivio composto da migliaia di immagini e relative didascalie meticolosamente riportanti soggetto, localizzazione, data di ripresa. Il suo stile di vita era quello di un gran signore; per carattere era preciso ed esigente in particolare con sé stesso. Alcune asprezze di temperamento non gli resero sempre facili i rapporti umani e furono causa di polemiche e dissidi, non sempre attenuati dai numerosi successi che conobbe nel corso della sua vita.