Pellegrinaggio alla Colonna Mozza “Per non dimenticare”

Pellegrinaggio alla Colonna Mozza “Per non dimenticare”

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Un altro piccolo sogno lo scorso fine settimana, per me, si è avverato. Dopo aver partecipato per qualche anno al Pellegrinaggio al Rifugio Contrin, quest’anno, il 7 e 8 luglio, con amici dei gruppi di Olgiate, Solbiate, Bizzarone, Binago,Gironico, Cagno e Ronago sono stato alla “Colonna Mozza” per l’annuale Pellegrinaggio “Per non dimenticare”. Per l’organizzazione si sono dati da fare Alessandro e Carlo, capi gruppo di Olgiate e Solbiate, che hanno brillantemente superato l’esame. Partenza di buon mattino e sosta per una “merenda” presso la sede degli alpini di Tezze sul Brenta, dove siamo stati accolti con  la consueta familiarità alpina. Arrivati ad Asiago per partecipare alla cerimonia di apertura si è subito entrati in un clima di grande suggestione e rispetto: gli alpini, prima allegri e scherzosi, sono subito diventati seri e chi aveva un abbigliamento poco consono, si è  cambiato,  indossando pantaloni lunghi e maglietta ufficiale per rendere gli onori al nostro Labaro e sfilare per le vie cittadine fino al grandissimo e suggestivo Sacrario per la deposizione di una Corona a ricordo di tutti i Caduti. Domenica mattina trasferimento in pullman percorrendo la strada tortuosa e spesso sterrata che collega Asiago a Piazzale Lozze. Durante la salita si sono visti numerosi accampamenti di gruppi alpini che avevano trascorso la notte alle pendici del Monte Ortigara per essere già pronti al mattino. Quindi partenza per il sacro Monte e , dopo un primo tratto abbastanza ripido, siamo arrivati alla Chiesetta, Ossario e Madonnina del Lozze, quindi abbiamo proseguito per un lungo tratto pianeggiante fino ad arrivare ai piedi del Monte. Da questo punto il percorso si fa impegnativo  sino a raggiungere il Cippo dei Caduti Austroungarici e dopo pochi passi ecco apparire “LA COLONNA MOZZA” . A dir la verità mi aspettavo qualcosa di più grande e maestoso, però, passato il primo disagio, l’emozione è stata grandissima. Ho subito inviato le prime foto via WhatsApp ai nostri amici per confermare che eravamo saliti lassù anche per tutti quelli che per un motivo o un altro non erano potuti venire e forse non potranno salire mai. Quindi abbiamo suonato la campanella e pensato a tutti i Caduti. Domenica mattina eravamo in molti “lassù”, però mai tanti come coloro che sono stati sacrificati “dal dovere pericolosamente compiuto”. Dopo, tutti raccolti attorno alla “campanella”, onori al Labaro e Santa Messa, quindi interventi ufficiali del Generale Berto e del nostro Presidente Favero e deposizione di una corona alla Colonna Mozza e di una al Cippo Austriaco. Ritornerò, lo spero tanto, a calpestare con rispetto quelle rocce che pur non parlando portano i segni e le memorie di tanti Alpini che hanno fatto la nostra storia tanto da diventare leggenda. Al ritorno, con la madrina del gruppo di Olgiate, anche lei salita in quota, deposizione della nostra terra nel “Giardino della Speranza” fatto dai giovani per realizzare il sogno di Beppe Dalle Ave “…porteranno una zolla della loro terra per ricoprire con quella i monumenti della pietà e del pianto…..”. Un altro piccolo record del nostro Pellegrinaggio: alla Colonna Mozza sono saliti un Vecio alpino di 82 anni e una giovane ragazza di 17 anni.

Mario

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