Terminata nel novembre 1918 la grande guerra, i combattenti, nei mesi successivi, tornarono a casa da tutti i fronti e, pur se reduci da una guerra vittoriosa, tornarono feriti, provati nel fisico e col doloroso ricordo di tanti commilitoni lasciati sui campi di battaglia.

Tutti questi reduci cercarono di riprendere la vita normale in famiglia e nel lavoro, ritrovandosi spesso tra di loro per rievocare le esperienze e i sacrifici di quei giorni, ricordando i compagni caduti, con rammarico e malumore per non essere ben considerati e compresi dalla società e dalla politica.

Una parte di questi reduci erano alpini, ufficiali e soldati, e un centinaio di loro, dopo vari incontri, decise di fondare a Milano nel 1919, l’ Associazione Nazionale Alpini con lo scopo di tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini e illustrarne le glorie, mantenendo i vincoli di fratellanza nati nell’adempimento del dovere verso la Patria.

Anche gli alpini di Como si incontravano spesso per strada o in alcuni locali pubblici e con i loro discorsi tornavano ai tragici avvenimenti vissuti negli anni precedenti. Dopo aver saputo della nuova associazione formatasi a Milano e presi i dovuti contatti, trenta alpini comaschi, riuniti in assemblea il 5 luglio 1920 presso il Gran Bar Lario (un locale di piazza Cavour scomparso da tanti anni), costituirono la sezione di Como dell’Associazione Nazionale Alpini ed elessero il primo Consiglio direttivo con presidente l’avvocato Giuseppe Prada.

Da quel giorno la conoscenza dell’Associazione iniziò a diffondersi sul territorio comasco e tra gli alpini di vari paesi, favorita dai rapporti di cameratismo e dai sentimenti di fratellanza nati sui campi di battaglia.

In molti maturò il desiderio di appartenervi e già alla fine del 1921 si erano costituiti 17 gruppi Alpini.

In questi primi anni l’ attività degli associati fu la propaganda per raccogliere altri iscritti e la partecipazione alle prime adunate commemorative sui campi di battaglia. E’ rimasta memorabile la prima Adunata Nazionale che avvenne nel 1920 sul monte Ortigara con la posa di una colonna mozza con la scritta “Per non dimenticare”.

Nel 1927 fu eletto presidente il maggiore Giulio Pozzi; nel 1928 fu patrocinata la costruzione sul monte Galbiga di un rifugio intitolato alla Medaglia d’Oro Corrado Venini; nel 1929 entrarono nell’Associazione gli artiglieri alpini che fino ad allora avevano avuto una loro associazione.

Nel 1930 gli iscritti comaschi furono 1686 suddivisi in 35 gruppi.

Nel 1931 divenne presidente il dottor Camillo Cornelio e la sede associativa fu ospitata nel palazzo della Navigazione Lariana.

Dal ’31 al ’39 l’Associazione assunse un aspetto formale dettato dal regime fascista e acquisì la denominazione di 10° Reggimento Alpini in affiancamento ai 9 reggimenti in armi. L’attività fu intensa: partecipazione alle adunate nazionali, effettuazione di grandi raduni locali per esaltare i valori patriottici, elargizioni in denaro e le prime opere sociali.

Nel 1939 la sezione aveva 2500 soci e 68 gruppi e la sede era in locali comunali in via Lucini.

Dal ’40 al ’45 molti soci furono richiamati alle armi e i gruppi si sciolsero. Dove fu possibile vennero celebrate funzioni religiose e furono inviati pacchi con indumenti al fronte.

Gli alpini e gli artiglieri, come i militari di tutte le armi, vissero le tragiche vicende belliche con un elevato numero di morti, dispersi e feriti sul fronte greco albanese nel ’41, sul fronte russo nel ’42-’43 e sul fronte italiano nel ’44-’45.

Terminata la guerra, già nella seconda metà del 1945 diversi soci, guidati dal commissario per la ricostituzione dottor Aldo Levi, ripresero i contatti e l’attività per riformare le strutture dell’Associazione, sia sezione che vari gruppi. Dal ’46 al ’52 fu presidente l’avvocato Mario De Marchi, dal ’52 al ’55 il ragioniere Alberto Terragni e nel 1956 fu eletto il dottor Camillo Cornelio, già presidente negli anni ’30.

In quegli anni la sede sezionale fu ospitata nella sede della Federazione dell’Associazione Combattenti e Reduci di Como.

Nel 1950 i soci furono 1500 e nel successivo decennio proseguì la crescita degli iscritti e la ricostituzione di altri gruppi con un’attività limitata a causa delle limitate condizioni sociali e delle ristrettezze economiche, arrivando nel 1960 a 4130 soci e 86 gruppi.

Negli anni ’60 migliorata la situazione italiana, la sezione ed i gruppi ripresero ad intervenire alle adunate nazionali , a svolgere i tradizionali raduni commemorativi, a costruire chiesette votive e a svolgere una discreta attività sociale. Nel 1966 la sezione inaugurò la nuova sede sociale in piazza Roma, al primo piano, e nel 1970 gli iscritti furono 6330 ed i gruppi 113.

Negli anni ’70 continuarono a formarsi nuovi gruppi e l’attività associativa si intensificò con molteplici raduni, costruzioni di sedi, di monumenti e di cippi agli Alpini. Nel campo sociale vi furono molte opere a favore della comunità con lavori e donazioni per ospedali, istituti ed asili.

Nel 1973 sedici gruppi dell’Alto lago si staccarono da Como per formare la sezione di Colico.

Nel 1975, dopo opportuna preparazione e valutazione delle possibilità economiche, alcuni soci preparati ed entusiasti diedero vita al giornale sezionale “Baradell”, periodico trimestrale, inviato a tutti gli iscritti.

In questo periodo si formarono anche la fanfara alpina del gruppo di Asso, la fanfara alpina del gruppo di Olgiate Comasco ed il coro alpino “Sandro Marelli” del gruppo di Fino Mornasco.

Nel 1976, a seguito del disastroso terremoto del Friuli, l’intera Associazione, sotto la conduzione del presidente nazionale Franco Bertagnolli, compì un grande passo intervenendo in forze per collaborare con lo Stato alla ricostruzione delle case lesionate con 11 cantieri di lavoro per i soci volontari, ubicati in altrettante località friulane. Anche la sezione di Como prese parte all’ intervento presso il cantiere n. 9 di Cavazzo Carnico con 60 volontari, donando due casette prefabbricate e materiali vari.

Nel 1980 scomparve il presidente Camillo Cornelio, autorevole e carismatico ufficiale alpino che era stato alla guida della sezione per 35 anni. Fu eletto presidente il cavaliere Mario Ostinelli che era stato a lungo in precedenza un validissimo consigliere e vice presidente. Alla fine dell’anno gli iscritti furono 6620 alpini e 600 amici, suddivisi in 107 gruppi.

Durante gli anni ’80 nacquero altri gruppi e con l’appassionata e competente direzione del nuovo presidente Ostinelli si accentuò l’attività associativa con accanto alle tradizionali manifestazioni commemorative la realizzazione di molteplici opere sociali a favore di enti e per la collettività, come nuove costruzioni, ristrutturazioni, sistemazioni di sentieri, ricostruzione del rifugio “Venini-Cornelio” sul monte Galbiga, dono di un’apparecchiatura per dialisi all’ospedale di Bellano, concorso nell’ampliamento della casa per anziani “Greco De Vecchi” di Bellagio, intervento di volontari in Valtellina dopo l’alluvione.

Fu coltivato anche il settore sportivo per avvicinare ed interessare i giovani con la creazione del Gruppo Sportivo Alpini, il torneo serale di calcio, le gare di sci, i raid alpinistici sulle nostre montagne, le gare di tiro a segno con carabina, quest’ultimo settore con eccellenti risultati anche a livello nazionale.

Nel 1988 la sede sezionale si trasferì nello stesso edificio di piazza Roma al piano terra.

Sempre nel 1988 venne ufficializzata la costituzione di un nucleo sezionale di Protezione Civile, struttura realizzata con un buon numero di volontari, attrezzature e mezzi, nucleo presentato alla cittadinanza comasca nel luglio 1990, in occasione delle celebrazioni del 70° anniversario di vita della sezione.

Nel 1990 i soci furono 6780 più 795 amici in 117 gruppi e la fisionomia di questi associati era in evoluzione, poiché ai soci reduci di guerra si stavano affiancando sempre di più alpini giovani che non avevano conosciuto direttamente la guerra. Questi ultimi stavano via via diventando la maggioranza, rimanendo sempre fedeli ai principi originali.

Negli anni ’90 si intensificò ulteriormente l’attività sociale, sia dei soci che del nucleo di Protezione Civile, con opere di alto valore come la sistemazione del Parco delle Rimembranze sotto il castello Baradello, il viaggio di 120 camper in Russia per l’inaugurazione dell’asilo di Rossosch, l’intervento dopo l’alluvione in Piemonte,il servizio d’ordine con circa mille alpini durante la visita del pontefice Giovanni Paolo II a Como, il sentiero Como – Brunate intitolato “Salita padre Pigato”.

Il 13 dicembre 1997 il sindaco di Como, avvocato Botta, a nome dell’Amministrazione Comunale,consegnò alla sezione di Como l “Abbondino d’oro”, benemerenza civica della città di Como, attribuita a persone e istituzioni che abbiano operato per il bene della collettività.

Nel 1999 il presidente Mario Ostinelli, dopo 18 anni di presidenza, lasciò l’incarico e quale suo degno continuatore, fu eletto presidente il socio Achille Gregori, a lungo consigliere e vice presidente. Il nuovo presidente fu in grado di guidare la sezione in un’epoca di trasformazioni sociali, riuscendo a mantenere le caratteristiche tradizionali, quali patriottismo, spirito di corpo, valori alpini, con la gestione manageriale, l’introduzione dei nuovi sistemi informatici e l’attività sempre più accentuata dei volontari di Protezione Civile.

Sempre nel ’99 alla sezione fu conferito il “Premio Stella di Natale” dal Comitato delle classi ’40 e ’42 dell’Associazione La Stecca per l’altruismo dimostrato in molteplici occasioni.

Iniziato il nuovo millennio, gli alpini hanno mantenuto lo spirito e l’ attività di sempre, pur se attenti ai cambiamenti della società e dei comportamenti.

Nel 2000 fu di rilievo la celebrazione per gli 80 anni della sezione con una elargizione a favore dell’istituzione dell’Ozanam e l’intervento dopo l’alluvione in Piemonte.

Nel 2001 e 2002 vi furono varie opere di gruppi, manifestazioni, nuove sedi, costituzione di due gruppi, intervento di Protezione Civile sul fiume Seveso, esercitazioni, collaborazione col “Banco Alimentare”, intervento in Molise dopo il terremoto.

Nel 2003 ripresero le gare di sci, avvennero incontri con le scolaresche e venne realizzata la nuova sede sezionale in via Zezio che fu inaugurata il 25 gennaio 2004, e subito frequentata ed utilizzata in modo ottimale secondo le esigenze dell’ attuale intensa vita associativa.

Nel 2004 si formò un nuovo gruppo, furono sistemati monumenti ai Caduti e all’ Alpino,fu proficua l’ attività di molti gruppi e del nucleo di Protezione Civile.

Nel 2005 la sezione ed i gruppi festeggiarono l’ 85° anniversario di costituzione con molte manifestazioni, un imponente raduno con in abbinamento quello del 2° Raggruppamento delle sezioni della Lombardia ed Emilia e fu elargito un contributo all’istituzione dell’Ozanam. L’anno continuò con molte opere, interventi, collaborazione col “Banco Alimentare”,un altro nuovo gruppo e la Protezione Civile proiettata verso ulteriori miglioramenti.

Nel 2006 furono realizzate nuove sedi di gruppi e il percorso salute in Valbasca, tra Albate e Lipomo. Fu stabilito di far celebrare annualmente la messa sezionale nel duomo di Como e fu data al periodico “Baradell” una veste grafica nuova.

Nel 2007 i progetti di recupero della Linea Cadorna presero avvio con inizio dei lavori da parte dei nostri volontari sul monte Sasso sopra Cavallasca e la continuazione di opere da parte di vari gruppi.

Nel 2008 nacque un altro nuovo gruppo, la nostra sezione ricevette un riconoscimento dal comando Esercito della Lombardia per l’ attività a suo favore, vennero intensificate le esercitazioni di protezione civile, il 18 aprile fu la giornata del Tricolore con presenza di rappresentanti di tutti i nostri gruppi nelle scuole dei vari comuni per la consegna di bandiere. Fu intensificata la collaborazione con la Fondazione Banco alimentare per la raccolta di prodotti a beneficio di persone bisognose. Continuarono gli ottimi risultati ottenuti dai nostri tiratori nei campionati ANA di tiro a segno.

Nel 2009 fu inaugurato il tratto di Linea Cadorna ripristinato con il fortino Sasso, sopra Cavallasca, e furono continuati i lavori di recupero sopra Menaggio. Furono sistemate nuove sedi di gruppi e fu pubblicato, a cura della sezione, il libro “Comaschi in guerra”, con i ricordi di vita militare di 23 nostri reduci del secondo conflitto mondiale.

Il 2009 è anche l’anno del terremoto in Abruzzo e l’Unità di Protezione Civile della Sezione di Como è tra le prime a partire. I primi in assoluto sono i volontari delle squadre cinofile, che salvano un ragazzo intrappolato tra le macerie della Casa dello Studente a L’Aquila.Lo stesso anno parte la sottoscrizione a favore dei terremotati e gli alpini comaschi improntano tutte le attività a quello scopo.

 

Il 2010 è l’anno del 90° anniversario di costituzione della Sezione A.N.A. di Como. Anniversario celebrato e festeggiato con manifestazioni commemorative, una serie di spettacoli legati alla tradizione delle regioni che hanno sempre ospitato i reparti alpini, incontri culturali e sportivi.Si svolge anche una serie di ascensioni contemporanee sulle montagne comasche con la suggestiva accensione di fumogeni tricolori, visibili da tutti i punti del territorio sezionale.La raccolta di fondi a favore dell’Abruzzo consente alla Sezione di contribuire generosamente alla costruzione del Villaggio di Fossa, realizzato dall’Associazione Nazionale Alpini.Gli alpini comaschi donano anche una grande e artistica croce scolpita in legno, che viene posizionata nella nuova chiesa di Fossa.La generosità degli alpini della Sezione di Como consente di donare all’Ospedale da Campo A.N.A. uno sterilizzatore chirurgico, che viene consegnato in occasione del Raduno sezionale di giugno, svolto sotto un memorabile acquazzone.L’anno del 90° si chiude con un evento che rimarrà nella storia della Città e della Sezione A.N.A. di Como. Gli alpini portano presso il Duomo di Como per tre giorni l’urna con le spoglie del Beato Don Carlo Gnocchi. Sono ben 15.000 i pellegrini che si recano a visitare il Beato, che gli alpini comaschi vegliano ininterrottamente dall’arrivo alla partenza.

 

Nel 2011 il Presidente Achille Gregori, che ha condotto la Sezione per ben 12 anni, lascia l’incarico e gli subentra Enrico Gaffuri, già consigliere e vicepresidente vicario da diversi anni.Il 2011 è l’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e viene tinto di Tricolore da gennaio a dicembre.Indimenticabili le immagini del castello Baradello rivestito da Tricolori da cima a fondo, per trenta metri di altezza. Altrettanto suggestivo l’imbandieramento della stazione della funicolare, che da Como porta a Brunate.Spettacolare il concerto della Fanfara Alpina di Asso, tenuto in piazza del Duomo il 2 giugno, Festa della Repubblica. Splendida la voce della piccola Caterina Sala nel canto dell’Inno Nazionale.Il tema della solidarietà dell’anno è la raccolta di fondi per la costruzione di una casa domotica per Luca Barisonzi, il caporale degli Alpini ferito in Afghanistan e rimasto completamente paralizzato.Gli alpini comaschi si scatenano e riescono a raccogliere tanti fondi, da far risultare la Sezione di Como il maggior contribuente al progetto. La Sezione stipula un accordo con l’Ente Villa Carlotta di Tremezzo e prende in carico 80.000 m2 di terreni annessi al giardino botanico. Sono uliveti, frutteti prati e boschi abbandonati da decenni e gli alpini iniziano un grande lavoro di recupero e valorizzazione. Viene completata e inaugurata l’opera di recupero di un tratto di Linea Cadorna in cima al Monte Bisbino. Il Gruppo di Vendrogno, che costituisce un’enclave comasca in territorio lecchese, viene trasferito alla Sezione di Lecco, per rendere più facile il contatto diretto tra Gruppo e Sezione. L’evento viene festeggiato alla presenza dei due presidenti di Sezione. Ma il numero complessivo dei Gruppi comaschi non cala e rimane attestato sui 122, perché nasce il nuovo Gruppo di Maslianico.

 

Il 2012 è un altro anno speciale per il 140° anniversario di costituzione del Corpo degli Alpini e le celebrazioni si susseguono senza sosta, su tutto il territorio sezionale. Il primo evento molto importante dell’anno è la visita a Como di Luca Barisonzi, per la presentazione del suo libro La Patria chiamò. L’incontro avviene nell’auditorium dell’Università di Como, gremito all’inverosimile, con tre ospiti di eccezione: il 95enne Gen. C.A. Luigi Morena M.A.V.M., il 93enne Prof. Nelson Cenci M.A.V.M. e il 95enne Dottor Carlo Vicentini decorato di 2 M.B.V.M. Quegli stessi Reduci torneranno a Como altre volte nel corso dell’anno, impreziosendo le attività della Sezione A.N.A. Anche i lavori di Villa Carlotta continuano e esercitano un richiamo di visitatori eccellenti, primo tra tutti il Presidente Nazionale A.N.A. Corrado Perona. Anche il 2012 mette a dura prova i Volontari di Protezione Civile, che accorrono in soccorso alle popolazioni, in occasione delle emergenze Emilia Romagna, Liguria e Toscana. Come sempre non si risparmiano, facendo onore all’intera Sezione. L’altro grande evento che firmerà con penna alpina l’anno della Città di Como è la mostra celebrativa del 140° del Corpo degli Alpini. Intitolata “Alpini in bella mostra”, allestita presso la Caserma Carlo De Cristoforis, con un’eccezionale esposizione di fotografie d’epoca assolutamente inedite, quadri del pittore alpino Reduce di Russia Gauli e uniformi dai primi del ‘900 ai giorni nostri. Armi autentiche, materiali sanitari, attrezzi da montagna, una sezione dedicata al mulo e la ricostruzione di una trincea, con tanto di effetti speciali luminosi e sonori. Protezione Civile e Ospedale da Campo vengono altrettanto ben presentati. E’ un gran successo, pubblicizzato quasi quotidianamente da stampa e reti televisive locali. Durante i suoi 40 giorni di apertura riceve ben 5.000 visitatori, 1.500 dei quali sono gli allievi di oltre 60 scolaresche. Indimenticabile la cerimonia di inaugurazione, con tutte le autorità civili e militari della Città di Como e con la straordinaria partecipazione dell’alpino Generale C.A. Giorgio Battisti, Comandante delle forze di reazione Rapida della N.A.T.O. E chiusura altrettanto grandiosa, con la presenza del Presidente Nazionale Corrado Perona, in visita alla nostra Sezione per la seconda volta in un anno.

 

Anche il 2013 è stato un anno associativo molto intenso. Il suo tema conduttore è stato il 70° anniversario di Nikolajewka e, per la prima volta, è avvenuta una commemorazione intersezionale (Sezioni di Como, Lecco, Colico e Sondrio) sulla neve, tra Madesimo e la Madonna d’Europa all’Alpe di Motta. I Gruppi hanno organizzato una serie di attività, tenendo sempre vivo l’interesse dei media sulla Sezione A.N.A. comasca.

Molto impegno è stato dedicato ai giovani studenti di diverse scuole. A Faloppio, paese della Zona Prealpi Ovest, è stato organizzato un accampamento all’interno del grande giardino della scuola media. Due giorni e una notte con la partecipazione di un’ottantina di alunni, all’insegna di un sobrio stile di vita, di disciplina e di laboriosità. La scuola di Ponte Lambro ha ospitato il Maresciallo Luca Barisonzi, per un incontro con i ragazzi.

Il Gruppo di Erba ha adottato alcune classi scolastiche, stringendo un legame molto stretto. Altri Gruppi sono stati vicini ai ragazzi, coinvolgendoli in diverse attività. Sono state posate le lapidi commemorative delle due Medaglie d’Oro al Valore Militare Corrado e Giulio Venini presso l’omonima scuola elementare. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza delle più alte autorità cittadine e del Comandante Militare Esercito della Lombardia. L’amico Comandante della Caserma De Cristoforis Col. Mario Pietrangeli, col quale si era molto collaborato, ha assunto importanti incarichi a Milano. Gli è subentrato il Colonnello di Artiglieria da Montagna Marco Tesolin, col quale la Sezione ha stretto un rapporto di grande amicizia e collaborazione.

Nel corso dell’anno sono purtroppo andati avanti numerosi Reduci.

 

Il 2014 è stato un altro anno molto laborioso per tutta la sezione; in particolare quattro importanti avvenimenti hanno impegnato le nostre risorse:

Primo : nascita e inaugurazione di due nuovi gruppi : RODERO e TURATE-

Secondo: allestimento e inaugurazione di una mostra, la prima in Italia, per ricordare i cento anni di inizio della Grande Guerra e il centenario della caserma De Cristoforis : “100 anni, le guerre passano, la caserma resta”. Anche questa mostra ha ottenuto, come quella del 2012, un grandissimo successo, molti sono stati i visitatori e moltissime le scolaresche che ci hanno premiato con le visite.

Terzo: “Campo scuola” Primo campo nazionale ANA ,allestito a Griante nelle vicinanze del “nostro” Parco di Villa Carlotta. Abbiamo ospitato una trentina di ragazzi e ragazze provenienti dalle sezioni di Biella, di Valdagno e naturalmente di Como. Anche in questo caso molto lavoro, ma anche molte soddisfazioni per i consensi ottenuti non solo dai partecipanti, ma anche dai numerosi ospiti illustri che abbiamo avuto.

Quarto: trasferimento dell’unità di Protezione Civile dalla sede di Via Giussani agli splendidi locali ,messi a disposizione dal Comandante Col Marco Tesolin , presso la caserma De Cristoforis.

Inoltre ricordiamo che la testata delle nostra Sezione “Baradèll” si è classificata al secondo posto nella rassegna della stampa alpina.

Infine, tutti i gruppi hanno intensificato le loro attività a favore degli studenti delle diverse scuole.

Purtroppo dobbiamo registrare la perdita di numerosi reduci; ormai sono rimasti veramente in pochi.

 

Il 2015, come ormai capita da diverso tempo, è stato un altro anno molto impegnativo per la Sezione. Si sono celebrati i 95 anni di fondazione. Per l’occasione si è voluto portare a Como l’organizzazione del CISA (Convegno itinerante stampa alpina) e del Convegno Centro Studi, appuntamento definito dal nostro Presidente “La nostra Adunata Nazionale”. Sempre in questa occasione è stata allestita nei locali, messi a disposizione dall’ANCE, anche una mostra “E la turmenta e il rombo del cannon”

Si sono consegnate ai familiari le piastrine di dispersi in Russia, recuperate dagli alpini del gruppo di Abbiategrasso (Pellegrini Erminio, Malucello Bortolo, Bruno Trombetta).

I gruppi hanno continuato e intensificato la loro attività nelle varie scuole incontrando alunni per conferenze e portandoli a visitare le trincee recuperate, cercando di far capire i valori alpini.

Hanno altresì organizzato una grande quantità di avvenimenti, tenendo sempre alto l’interesse della popolazione e dei media verso la nostra Associazione.

In occasione del 24 maggio tutti i gruppi hanno ricordato, nello stesso momento, i sacrifici dei nostri nonni con una significativa cerimonia davanti al proprio monumento ai caduti.

Per la prima volta 4 gruppi (Camnago, Gaggino, Ronago e Uggiate) si sono riuniti per celebrare il cinquantesimo con un’unica cerimonia (Cinquanta x quattro).

I gruppi della Valle, oltre alla manifestazione per la commemorazione del Battaglione Val d’Intelvi, si sono riuniti per la ricostruzione della Chiesetta di San Zeno, inaugurata alla presenza di S.E. il Vescovo Diego Coletti.

La Caserma De Cristoforis, diventata ormai la nostra casa, ha cambiato ancora una volta il comandante, infatti al Col. Artigliere da montagna Marco Tesolin è subentrato il Col. del genio Marco Schinzari.

Purtroppo dobbiamo annotare la perdita di parecchi reduci, ormai sono rimasti veramente pochissimi.

I gruppi anche quest’anno hanno lavorato moltissimo recuperando alpini dormienti e amici limitando in questo modo la diminuzione dei Soci.

Il 2016  è stato ancora una volta ricco di avvenimenti e manifestazioni.

Per il secondo anno la nostra sezione ha ospitato una manifestazione a carattere nazionale: i Campionati Nazionali Ana di tiro con la carabina e con la pistola.

Sempre a livello nazionale è stata assegnata alla nostra sezione l’organizzazione del raduno del 2° raggruppamento 2018, verrà fatto a Mariano Comense.

Il ” Baradèll” ha cambiato volto e direzione.

La nostra M.O. Teresio Olivelli è stato dichiarato “Venerabile”.

Abbiamo commemorato con celebrazioni a Temù, a Ponte di Legno e a Casasco Intelvi i 100 anni della Guerra dei Ghiacciai con la decimazione del Battaglione Val Intelvi. Per l’occasione è stato ristampato il libro “Fratelli. Domani sarà comandata.. una grande azione”.

La nostra forza associativa grazie all’impegno dei gruppi è rimasta invariata, anzi dobbiamo registrare la nascita di un nuovo gruppo: il 125 gruppo di VALBRONA.

Dopo che la nostra Sezione ha fatto sfilare per la prima volta “GLI AMICI DEGLI ALPINI” al raduno del 2° raggruppamento di Busto Arsizio, anche la Sede Nazionale ha deliberato per far sfilare gli amici all’Adunata Nazionale.

E’ stato l’anno delle modifiche al regolamento: Presidente e Consiglieri non possono essere rieletti per più di due mandati.

I gruppi si sono impegnati ancora una volta con i contatti con le scolaresche, due gruppi hanno realizzato il progetto “Il milite..non più ignoto”.

Anche in Diocesi ci sono stati cambiamenti; a S.E. il Vescovo Diego Coletti è subentrato il nuovo Vescovo S.E. Oscar Cantoni, originario di Tremezzo.

Altro importante anno per la solidarietà alpina, infatti la raccolta fondi lanciata dalla sede nazionale ha raggiunto cifre molto importanti, molte associazioni del territorio hanno voluto affidare  le somme raccolte a noi alpini, capaci ancora una volta di ispirare fiducia.

A fine anno si è proceduto al rinnovamento del sito sezionale.

La novità assoluta che verrà ricordata per molto tempo è stata senz’altro il progetto “Panettoni degli alpini”. Operazione nata con l’intento di finanziare le molteplici attività sezionali, ha avuto un grande e insperato successo.

* * *

Il simbolo e l’emblema della sezione è il vessillo sezionale, presente in tutte le manifestazioni ufficiali, che sul verde drappo, tricolore sul retro, reca sette medaglie d’oro al Valor Militare : capitano Corrado Venini, Cima Maggio, 18 maggio 1916; sottotenente Giuseppe Massina, Africa orientale 18 giugno 1937; sottotenente Franco Sampietro, fronte greco-albanese, 17 novembre 1940; capitano Adriano Auguadri,fronte greco-albanese,4 aprile 1941; sottotenente Giovanni Tarchini, fronte russo, 1 settembre 1942; capitano Giovanni Piatti, fronte russo, 26 gennaio 1943; tenente Teresio Olivelli, Hersbruck (Germania), 12 gennaio 1945.

Il vessillo reca anche 5 medaglie al Merito Civile concesse dallo Stato all’ Associazione Nazionale Alpini : medaglia d’oro per l’intervento in Friuli, medaglia d’oro per l’intervento in Valpadana, medaglia di bronzo per l’intervento a Pescopagano, medaglia di bronzo per l’intervento in Valtellina e medaglia d’oro della Croce Rossa Italiana.