Di seguito vengono riporate tutte le medaglie conseguite dagli alpini appartenenti alla nostra sezione.

Medaglia d’Oro Sottotenente degli Alpini Giovanni Tarchini

Medagliere Giovanni Tarchini

Medaglia d’Oro
Sottotenente degli Alpini
Giovanni Tarchini
6° RGT Alpini – Btg. Vestone
nato a Olgiate Comasco (CO) Classe 1919

 

Ufficiale di eccezionale valore, in asperrimo combattimento offensivo, caduto colpito a morte il proprio comandante di compagnia già duramente provata, benché ferito, la trascina nuovamente all’assalto di muniti centri nemici annidati nell’insidioso terreno.

Nuovamente colpito, gravemente, continua imperterrito nella sua azione di comando con perizia ed ammirevole fermezza. Incurante delle sofferenze fisiche si porta ove maggiore è il pericolo e necessaria la sua presenza. Stroncato da raffica di mitragliatrice cade tra i suoi eroici alpini con la visione del nemico battuto.

Combattente tenace, votato al sacrificio col suo valoroso comportamento ha tenuto in grande onore le gloriose tradizioni degli alpini d’Italia.

Kotowkj, Medio Don – Fronte Russo, 01.09.1942

Medaglia d’Oro Tenente cpl. degli Alpini Giovanni Piatti

Medagliere Giovanni Piatti

Medaglia d’Oro
Tenente cpl. degli Alpini
Giovanni Piatti
5° RGT Alpini – Btg. Tirano
nato a Como

 

Comandante di compagnia in cinque mesi di permanenza in linea sul fronte russo dimostrò sempre competenza, entusiasmo ed alacrità degna di una tempra tenace di soldato valoroso, completo ed inflessibile. Le molteplici e temerarie pattuglie da lui personalmente guidate entro il dispositivo avversario con la conseguente cattura di armi e prigionieri, gli fruttavano i ripetuti ambiti elogi delle autorità superiori.

Durante il tragico ripiegamento dalle rive del Don, nonostante la tormenta e la temperatura polare lo avessero intaccato gravemente agli arti inferiori, la sua costante preoccupazione è quella di mantenere salda la compattezza e l’omogeneità del proprio reparto, riuscendo a tenere sempre vivo nei propri alpini lo spirito combattivo pur dovendo avanzare attraverso una continuità esasperante di combattimenti, di privazioni e disagi.

A Nikolajewka, già con i piedi congelati e ferito da scheggia di mortaio, manteneva egualmente il comando del suo reparto e richiesto di dar man forte per spezzare l’ultimo cerchio di ferro, parte in testa alla propria compagnia con slancio che ha del sovrumano, riuscendo a travolgere in un violento contrassalto corpo a corpo, caparbi e micidiali centri di fuoco.

Colpito mortalmente una seconda volta, le sue ultime parole sono di risoluto incitamento ai superstiti perché non desistano dall’incalzare il nemico ormai in rotta ed a proseguire vittoriosi attraverso il varco decisamente aperto.

Esempio di preclari virtù militari e di eroico spirito di sacrificio.

Quota 228.0-226.7 Belogory – Nikolajewka – Fronte Russo, 09.09.1942-26.01.1943

Medaglia d’Oro Capitano degli Alpini Adriano Auguadri

Medagliere Adriano Auguadri

Medaglia d’Oro
Capitano degli Alpini
Adriano Auguadri
Comandante della 44ma Compagnia – Btg. Morbegno
nato a Como Classe 1897

 

Più volte decorato al valore, ripetutamente e brillantemente distintosi durante il conflitto italo-greco in ardimentose azioni per le quali si era sempre volontariamente offerto, sosteneva fermamente, alla testa della sua compagnia, un violentissimo attacco nemico preparato e appoggiato da intenso e prolungato fuoco di artiglieria e mortai.

Nell’epica difesa della posizione affidata all’onore del suo reparto, cadutigli attorno i suoi ufficiali e gran parte degli alpini, ferito egli stesso più volte, rimaneva imperterrito al suo posto di combattimento, tenacemente reagendo e causando al suo avversario perdite gravissime.

Nel percorrere la sconvolta posizione, per rincuorare i suoi dipendenti allo sforzo supremo, incontrava morte gloriosa.

Magnifica ed eroica figura di alpino, fulgido esempio delle più alte e nobili tradizioni e virtù guerriere di nostra gente.

Monte Guri I Topit – Fronte Greco, 04.04.1941

Medaglia d’Oro Capitano degli Alpini Corrado Venini

Medagliere Corrado Venini

Medaglia d’Oro
Capitano degli Alpini
Corrado Venini
BTG. Alpini Monte Suello
nato a Como Classe 1880

 

Comandante di reparti alpini di fanteria, in aspro ed efficacissimo combattimento,eccezionalmente arduo per speciali condizioni di terreno e per l’intenso bombardamento nemico, dirigeva l’azione con piena sicurezza di comando esponendosi costantemente per infondere nelle sue truppe, con la parola e con l’esempio, coraggio ed energia.

Caduto mortalmente ferito, rifiutava di farsi trasportare al posto di medicazione e continuava per ben sette ore a dirigere l’azione ed a incitare i suoi uomini alla più strenua resistenza, offrendo fulgida prova di altissime virtù militari.

Cima Maggio – Posina, 18.05.1916

 

Questa lettera, scritta dalla trincea poco prima di cadere per la Patria, fu recapitata nel 1938 dagli alpini del gruppo di Lenno alla nostra Sezione. Il figlio Giulio,

tenente dei granatieri, emulò le gesta del padre cadendo da eroe nelle seconda guerra mondiale e meritando anche lui la Medaglia d’Oro la Valor Militare.

 

Lettera-testamento del Capitano CORRADO VENINI

 

FIGLIO MIO,

Mentre ti scrivo, tu, piccolo essere appena nato alla vita, starai suggendo dal seno materno, con le care piccole mani irrequiete, con gli occhioni fissi in quelli di tua madre. Io ti penso così, mentre poco lontano tuona il cannone nemico che incendia i nostri paesi, mentre da un giorno all’altro, da un’ora all’altra può venire l’ordine dell’”Avanti” ordine di gloria e di morte. L’animo mio è saldo: è saldo tanto più quanto so che, mancando io, tu saprai riempire il vuoto da me lasciato presso la mamma, che tu saprai circondarla, finché giovanetto, di amore e poi di cure e protezioni. E’ saldo ancora l’animo mio, perché son certo che educato dalla mamma a un giusto concetto dell’onestà e del lavoro e a sentimenti nobili quali animano Essa stessa, a prezzo anche di mute lagrime in questi giorni, son certo dico che la vita per te sarà fonte di intime soddisfazioni. E queste sole contano, Giulietto! Troverai ostacoli, troverai delusioni, incontrerai forse nemici: non dubitare mai di te stesso quando senti la tua coscienza sicura, la tua volontà ferma, il tuo intelletto chiaro. Cerca sempre il bene, e cerca di farne agli altri. Quando talvolta l’egoismo ti tenterà, ricaccialo: esso è fonte di rimorso. Potrebbe darsi che inconsciamente, irriflessivamente, tu facessi del male: ripara sempre subito, non temere di riconoscere un torto tuo; il ricredersi è dell’uomo degno. Abbi soprattutto un concetto chiaro e netto dell’onestà senza transazioni, senza eccezioni, senza restrizioni mentali e ricordati  che il nome che porti deve essere purissimo, deve essere simbolo di onestà, di laboriosità e di integrità. Se io cado per la Patria, dovrai nella mia morte trovare una ragione di più per amare questa nostra Italia che, sentendo in sé la miseria di tanti secoli e pure la forza di superarla, si è cimentata in una lotta aspra, difficile e lunga, che potrebbe mettere a rischio tutto il suo avvenire. Ama la libertà, ma non eccedere: ogni libertà deve avere un limite nella libertà altrui: diffida di chi in nome di essa spregia la disciplina sociale, quella della spirito e anche del corpo. Difficilmente, se io cado, potrò dormire accanto ai miei cari a Varenna. Ma là verrà inciso il mio nome; e quando in qualche giornata chiara e folgorante, o in un mesto rosso tramonto del lago, ti recherai a portare un fiore ai Morti, comprendimi nel tuo pensiero, sentimi là vicino e allontanati da quel luogo sacro più sereno più forte di prima. Mio Giulietto, figlio mio, tieni queste poche righe come  una guida di chi nella vita ha provato e sa cosa è dolore, sforzo, lotta, ma che morendo è tranquillo, poiché ha sempre  compiuto il proprio dovere. La mamma ti dirà che cosa per me ha sempre rappresentato questa parola. Addio, ti bacio, creatura mia e ti unisco con un sol bacio all’adorata mamma tua.

 

                                                                                              IL TUO  PAPA’

Medaglia d’Oro Sottotenente di Artiglieria Alpina Teresio Olivelli

Medagliere Teresio Olivelli

Medaglia d’Oro
Sottotenente di Artiglieria Alpina
Teresio Olivelli
Partigiano combattente
nato a Bellagio (CO) Classe 1916

 

Ufficiale di complemento già distintosi al fronte russo, evadeva arditamente da un campo di concentramento dove i tedeschi lo avevano ristretto dopo l’armistizio, perché mantenutosi fedele. Nell’organizzazione partigiana lombarda si faceva vivamente apprezzare per illimitata dedizione ed indomito coraggio dimostrati nelle più difficili e pericolose circostanze.

Rendeva eminenti servizi anche in campo informativo ed in quello della propaganda. Tratto in arresto a Milano e barbaramente interrogato dai tedeschi, manteneva fra torture esemplare contegno nulla rivelando. Internato a Fossoli tentava la fuga.

Veniva, così, trasferito prima a Dachau, poi ad Herzbruck. Dopo lunghi mesi di inaudite sofferenze trovava ancora, nella sua generosità, la forza di slanciarsi in difesa di un compagno di prigionia bestialmente percosso da un aguzzino.

Gli faceva scudo col proprio corpo e moriva sotto i colpi. Nobile esempio di fedeltà, di umanità, di dedizione alla Patria.

Herzbruck (Germania) 12.01.1945

Medaglia d’Oro Sottotenente cpl. degli Alpini Franco Sampietro

Medagliere Franco Sampietro

Medaglia d’Oro
Sottotenente cpl. degli Alpini
Franco Sampietro
5° RGT Alpini – Btg. Morbegno
nato a Rapallo (GE)

 

Ufficiale addetto al servizio di vettovagliamento, chiedeva di assumere il comando di un plotone di fucilieri assaltatori rimasto privo del proprio comandante.

Alla testa del reparto, armato di un fucile mitragliatore, guidava i suoi uomini in un violento contrattacco contro numerose forze nemiche che avevano occupato un’importante posizione.

Ferito all’addome si rifiutava di abbandonare la lotta ed in piedi sulla posizione riconquistata, sempre sprezzante di ogni pericolo, infiammava i suoi alpini con nobili parole e con l’esempio del suo indomito coraggio, finché colpito alla fronte da una raffica di mitragliatrice, cadeva da eroe sull’arma che ancora imbracciava.

Quota 1828 di Monte Lofka – Fronte Greco, 17.11.1940

Medaglia d’Oro Sottotenente degli Alpini Giuseppe Massina

Medagliere Giuseppe Massina

Medaglia d’Oro
Sottotenente degli Alpini
Giuseppe Massina
1° RGT Alpini – II Btg. Coloniale
nato a Como

 

Volontario di guerra come militare di una divisione di CC.NN. Magnifica tempra di soldato, entusiasta ed animatore, sprezzante del pericolo e del disagio, sempre fra i primi. Alla testa della sua banda irregolare, da lui creata, si slanciava all’assalto di fortissima postazione nemica, infliggendo all’avversario notevoli perdite.

Ferito gravemente ad un braccio, rifiutava l’aiuto di un capo banda, che voleva portarlo al vicino posto di medicazione, non solo, ma invitava lo stesso graduato e i gregari accorsi a non curarsi di lui che continuava a combattere, esortandoli a mantenere ad ogni costo la posizione occupata.

Colpito una seconda volta al petto, in un supremo sforzo di eroismo e dedizione, si buttava ancora nella mischia al grido di ‘Savoia’, finché cadeva gloriosamente.

Mirabile esempio di belle ed elevate virtù militari.

Gaser – Africa Orientale, 18.06.1937