Raduno del 2^ Raggruppamento – Piacenza 2019

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Raduno del 2^ Raggruppamento – Piacenza 2019

Sono le sei del mattino e sono già in macchina. Non vedo l’ora di arrivare a Piacenza. Certamente perché reduce dallo splendido raduno organizzato con gli amici di Mariano Comense lo scorso anno sono malignamente curioso di fare confronti o più prosaicamente perché questo per noi Alpini lombardi è il secondo evento per importanza dopo l’Adunata Nazionale ed esattamente come per l’Adunata più si avvicina e più hai voglia di esserci e viverla.

La sede dell’ammassamento è presso il Polo di manutenzione pesante dell’esercito, una caserma enorme, un paese all’interno della città e questo ha il pregio di non congestionare le vie cittadine fin dal primo mattino.

Blindati e carri armati faranno da sceneggiatura al passaggio delle penne nere.

E’ presto e nel piazzale ci sono una cinquantina di persone ma questo mi permette di godermi l’evento che lentamente si mette in moto. Una coppia di Alpini con la camicia di Piacenza mi passa vicino. Il più anziano ha nel mezzo del cappello il fregio con il numero 6 e la nappina verde come il mio.

Sorridente mi dice “ Sei anche tu del 6^?”. Io avendo notato i cannoni sul suo abbocco e gli rispondo “ Sì ma io del 6^ Alpini” non vedeva l’ora, Mi racconta che ha prestato servizio nel ’65 nel 6^ Artiglieria da montagna della Cadore e mi parla di obici e jepp a pelo (secondo lui animale intelligentissimo) ed io di rimando che ho servito nel 6^ Alpini a San Candido e gli racconto di mortai e muli meccanici (secondo me motocarrelli stupidissimi.)

Ecco chi sono gli Alpini si guardano il cappello e si riconoscono. Differenze di età e di dialetto scompaiono e torna quello spirito di corpo che ci viene trasfuso durante la tanto vituperata naja.

Nel frattempo il piazzale si riempie. Arrivano gli Alpini, passano facce conosciute. Arriva il pannello floreale di Griante che con fiori gialli e bianchi su campo azzurro recita “100^ Ana per non dimenticare”. Arrivano i comaschi, arriva il consiglio con il Presidente, comincia la festa.

Grandi pacche, strette di mani, “a che ora sei partito?”, “dove andate a mangiare” c’è Tizio?”, “No ma ho vito Caio”, “quanti siamo”, “Oh pronti che si inizia”.

E come solo noi sappiamo fare passiamo da una chiassosa confusione ad un ordinato silenzio in un amen.

Entra il Labaro Nazionale con il suo carico di medaglie e onore. Entra il gonfalone della città di Piacenza decorato di medaglia d’oro. Prendono posto sul palco le autorità civili e militari.

Qualcuno è breve, come il Generale degli Alpini e comandante del Polo che ci ospita Gen. Santamaria e prende applausi, qualche politico si dilunga in saluti e gli Alpini gli fanno capire con chiarezza che può anche bastare così.

Poi prende la parala il Presidente Nazionale Sebastiano Favero che in quattro minuti di orologio fa una riflessione su due aspetti della vita associativa: Lo spirito di servizio e i sentimento del l donare. Il primo imparato durante il “servizio” militare, il secondo tramandato all’interno dell’Ana dai padri fondatori fino a noi cent’anni dopo e con trasporto quasi lo grida a monito di quanti avanzano solo diritti dimenticandosi dei doveri.

Finito l’eco degli applausi si parte. Usciamo dalle mura della caserma e ci inoltriamo per le vie della città. Più ci avviciniamo al centro e più il pubblico è caldo e ci accoglie con grandi applausi e ricambiato calore. Vorrei più tricolore ma questa è una mia sensazione.

La sezione di Como è al gran completo Presidente e Vessillo in testa, consiglio al completo, sindaci in fascia tricolore, fanfara di Asso, fanfara di Olgiate, tanti gagliardetti e moltissimi alpini che dal Lario sono scesi in pianura.

Arrivati alle tribune ci accoglie la famigliare voce di uno degli speaker nazionali, il nostro Tiziano Tavecchio che sonoramente ci scorta davanti alla tribuna d’onore. Resi gli onori al Labaro Nazionale e al Vessillo Sezionale si giunge all’area di scioglimento e magicamente riparte il tradizionale caos alpino; “Ciao ciao”, “Ci vediamo a casa” e via tutti ai propri mezzi di trasporto, felici e pronti ad un meritato pranzo in allegra compagnia prima di riprendere la strada di casa.

 

Grazie Piacenza per lo splendido raduno.

 

Kristian Fiore

pubblicate in galleria le foto di sabato e domenica

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