CONSACRAZIONE CHIESA DI SAN ZENO

CONSACRAZIONE CHIESA DI SAN ZENO

 

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Una luce risplende sulla vetta del monte San Zeno. Ovunque, dalle montagne che formano la Valle Intelvi e dal lago di Como, si scorge la suggestiva immagine della chiesa ricostruita sulla sommità del monte e dedicata a San Zeno. Nei secoli, l’edificio era già stato oggetto di restauri per conservarlo alle devozioni popolari che lo facevano meta delle processioni per le rogazioni finché, nel 1927 sulla torre venne collocata la campana dedicata ai Caduti intelvesi delle guerre. Nei decenni successivi, anche per la lontananza dai centri abitati che ne rendeva difficile la custodia, gravi danneggiamenti alle strutture di riparo esposero l’edificio alla rovina. La riedificazione attuale è l’esito dei lavori avviati a partire dal 1996 e conclusi con l’intento di restituire alla cristianità del III Millennio un prezioso luogo di ritiro e di preghiera. Un impegno costruttivo e finanziario di notevole entità, portato avanti con tenacia dai gruppi promotori dell’iniziativa che si sono fatti collettori dei fondi e animatori delle iniziative. Presidente dell’Associazione “Amici di San Zeno” il nostro Consigliere sezionale e responsabile di zona, Peduzzi Agostino, che con i suoi alpini ha contribuito in maniera determinante alla ricostruzione. A lavori compiuti, il 22 agosto è stata una giornata di grande festa per la Comunità Pastorale “San Zeno” e per l’intero Vicariato: lì è salito il Vescovo, sua eccellenza monsignor Diego Coletti per consacrare l’altare e dedicare l’intero edificio a San Zeno. Un evento eccezionale, al quale tutti gli abitanti della Valle non hanno voluto mancare; tra i presenti, anche molti alpini che “Guidati” dal Presidente e dal Consigliere Nazionale Stoppani hanno accolto il Vescovo al suo arrivo sul Monte. Si sono susseguiti momenti molti commoventi durante la cerimonia, ad esempio quando il Vescovo durante il canto dell’Inno ha posato una mano sulla spalla dell’alfiere del Vessillo, con sguardo protettivo, oppure quando il nostro Presidente non ha nascosto la sua commozione nel consegnare, a testimonianza del gran lavoro fatto, un piccolo ricordo al consigliere Agostino e infine quando Vescovo, Presidente e Agostino hanno festeggiato sturando un “Magnun”.

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