Raduno al Palanzone

Raduno al Palanzone

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Quest’anno il maledetto covid-19 ha annullato tutte le manifestazioni sezionali e il Vessillo non ha potuto essere presente  a rendere importanti non solo le cerimonie dei gruppi, ma soprattutto le iniziative della sezione per l’ anniversario del nostro centenario.

Visto che le norme anti-Covid si sono un po’ allentate il gruppo di Palanzo con a capo il sempre dinamico capo gruppo Giuliano Grammatica, domenica 26 luglio, ha voluto far celebrare una Santa Messa, sempre nel rispetto delle vigenti norme, annullando infatti la tradizionale festa alla Preaola, a ricordo dei Caduti di tutte le guerre e dei Caduti del Coronavirus.

Alcuni alpini hanno voluto partecipare con le penne nere di Palanzo, senza i loro gagliardetti. Dopo l’alzabandiera, i saluti del Sindaco di Faggeto, Sig.a Angela Molinari e del neo presidente, nella sua prima uscita “non ufficiale”, Enrico Bianchi. A seguire Santa Messa celebrata da Don Attilio.

Per me però il raduno al Palanzone ha qualcosa si speciale e di magico; alcuni anni fa scrivevo che salendo in una giornata veramente invernale sul Palanzone si intravvedeva un triangolo di sole che sembrava invitare tutti gli alpini a salire e rendere omaggio ai Caduti.

Quest’anno “il miracolo” è stato ancora più grande, infatti quello che non hanno potuto fare gli alpini per rendere onore ai nostri morti, l’ha fatto qualcuno dall’Alto trasformando il Palanzone in un giardino terrestre, infatti una striscia che va dal monumento per le vittime in elicottero sino alla chiesetta del Palanzone è stata spruzzata da una nuvola colorata, si camminava tra una miriade di fiori dai più svariati colori, uno spettacolo indimenticabile. E  quando scendendo mi sono fermato per mangiare un panino, conversando con un signore al quale ho illustrato lo spettacolare scenario, questi  mi  ha detto che invece quando  era salito una decina di giorni fa, era tutto verde.

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