Due giorni in scuola con i ragazzi

Due giorni in scuola con i ragazzi

Nell’ambito del progetto scuola, del quale la sezione è pilota a livello nazionale, si sono tenuti due incontri con scuole medie dell’erbese. La Puecher di Erba e la Aldo Moro di Ponte Lambro. Incontri differenti, sviluppati sul dialogo con i ragazzi, per parlare di storia, passata e recente. La mattina del 5 marzo, c’è stato il seguito della visita, avvenuta a novembre, alla mostra dei 140 anni delle Truppe Alpine, da parte dei ragazzi della 3° C di Erba. Grazie al dirigente dr. Calvi, e alla prof. Calcaterra e alla disponibilità degli alpini erbesi, i ragazzi hanno potuto parlare della seconda guerra mondiale e soffermarsi sulla battaglia di Nikolajewka. Il generale Cesare Di Dato e Achille Gregori -direttore del Baradèll- hanno relazionato gli studenti, con un ampio colloquio, nel quale i ragazzi li hanno tempestati di domande. Interessante l’esposizione dei Reduci Giampietro Corti e Arturo Bignucolo che hanno esposto le vicende vissute in prigionia, affascinando i ragazzi. Questi hanno dimostrato gratitudine, chiedendo ai reduci di porre l’autografo sui loro fogli d’appunti. Il presidente Gaffuri, che non rinuncia a stare con i ragazzi, ha descritto l’associazione, come funziona e come riesce a collaborare con le istituzioni, al fianco della gente. Qualche giorno dopo l’incontro, l’insegnante ci ha informato dell’interesse dei ragazzi, che hanno chiesto di approfondire le vicende apprese dagli alpini.

 

 

Il 22 marzo, un incontro diverso, basato su vicende attuali. A Ponte Lambro, gli alpini del gruppo locale, con il supporto di Caslino d’Erba e Castelmarte, hanno intrattenuto i ragazzi di tutta la scuola media, unica per i tre comuni. Questa volta un argomento di attualità: la presenza degli alpini nella missione in Afghnistan. Ospite d’onore Luca Barisonzi, promosso di recente al grado di maresciallo e decorato di Medaglia d’Oro dal Presidente della Repubblica. I circa duecento ragazzi, sono stati riuniti nel salone dell’oratorio, per ragioni di spazio. Hanno iniziato la mattinata con l’alzabandiera, cantando l’inno nazionale. La proiezione di filmati girati fra i militari nelle basi afghane, li ha interessati in modo particolare, preparandoli al colloquio con Barisonzi. A rimarcare l’importanza dell’incontro, presente la totalità degli insegnanti, i sindaci di Ponte Lambro Adrea Cattaneo, di Caslino Donatella Pontiggia e Elvio Colombo vicesindaco di Castelmarte. C’erano inoltre, il comandante dei carabinieri luogotenente Gallorini, i capigruppo dei tre comuni interessati Severico Vanossi e Minoretti, il vicepresidente nazionale vicario Crugnola, il presidente Gaffuri. L’evolversi di immagini e interventi è stato condotto da Tavecchio, mentre Gregori ha intervistato e condotto le domande rivolte dagli studenti a Luca Barisonzi. Mai banali o scontate. Altrettanto colme di saggezza e serenità le risposte di Luca. Fra le più particolari, la richiesta alla mamma di Luca sul sentimento da genitore per il figlio lontano; l’eventuale suggerimento ad un ragazzo di diventare militare; la spinta delle parole dell’Inno “l’Italia chiamò, Sì!”. Il rapporto con i ragazzi afghani. Le difficoltà per il cibo in scatola. Come si sopravvive per mesi in mezzo alla sabbia. La sensazione della paura; il rapporto con i commilitoni; la ricerca della sicurezza. Ad ogni richiesta, Luca ha incantato i ragazzi con la sua serenità, pacatezza, capacità di esaudire ogni domanda. Tanto che al termine, ciascuna classe ha voluto scattare una foto accanto a Luca. Una vera e propria ovazione ha salutato gli alpini e Luca al momento dei saluti.

È importante ciò che hanno colto i ragazzi dagli incontri e conserveranno di questa loro esperienza, grazie agli alpini, ai vecchi e nuovi Reduci. Conoscendo ciò che non vedranno mai pubblicato su libri di testo. L’augurio è che possano, anche loro, ripetere ciò che un ex studente del liceo Volta ha ribadito di recente, ricordando un incontro di qualche anno fà “…la più bella lezione di storia che ho avuto, me l’avete impartita voi alpini. Da lì ho capito la necessità di vedere e approfondire ciò che non viene detto ad uno studente…”

Per questo, si deve continuare il dialogo con i ragazzi.